La bici, stando alle statistiche, è il mezzo più pericoloso che circola sulle
nostre strade (per il conducente, ovviamente). Personalmente una teoria sul
perché le cose stiano così ce l’ho pure, per esempio trovo poco salutare
attraversare le rotonde di notte, a tutto sprint e con le cuffiette
dell’immancabile iPod infilate nelle orecchie ma, comunque sia, anche da bravi
ciclisti prudenti possiamo fare qualcosa di utile per la nostra pelle.
Le luci!!! Personalmente continuo a non capire come mai gran parte della gente
si ostini a girare nel cuore della notte rigorosamente senza una minchia di
lucetta led da 10€ e sperare che l’automobilista che li incrocia si accorga
che c’è qualche ombra strana in un punto minuscolo della carreggiata (a meno
che non si percorrano solo e sempre strade perfettamente illuminate, ma tanto
non vi credo :) ) e li possa, così, schivare.
Ad ogni buon conto ora che vi ho convinti dell’importanza delle luci di
posizione anche sulle biciclette arriva il grosso problema: cosa montare?
Ho posseduto per diverso tempo una lucina led qualsiasi, di marca
rigorosamente ignota, che mi consumava batterie troppo in fretta (anche perché
il tastino di accensione si attivava con una facilità estrema e capitava di
lasciarla tutta la notte a consumarsi…) e finiva sempre per perdersi nelle
borse quando ero in giro a bere tagli la sera (dovendola togliere dalla bici
per evitare il taccheggio). Soluzione pessima, mi seccava troppo controllare
le batterie, accendere/spegnere, montare/smontare e tutta questa trafila
andava risolta.
Girovagando sulla rete (e poi ricevendo conferme da un caro amico) ho scovato
la reelight, una ditta nord europea che si è
ingegnata nella produzione di un kit di luci da bici che funzionassero senza
batteria alcuna. E senza dinamo… :D
L’idea è semplice: prendiamo un paio di magneti, li appendiamo ai raggi della
ruota, li facciamo passare a pochi millimetri da un altro magnete e,
sfruttando la piccola corrente indotta da questo movimento reciproco,
raggiungiamo lo scopo; ovviamente esistono diversi modelli, con luce pulsante
o continua (con tanto di piccolo accumulatore di backup per quando la bici è
ferma allo stop) e altre amenità. Insomma, per fare breve una storia lunga ho
montato l’SL150 sulla mia MTB (rigorosamente arancione-fastidio).

Le due piccole “masse” che si vedono avvitate ai raggi sono i magneti
dell’alimentazione, non c’è contatto alcuno e, quindi, nessun attrito. La
staffa è fissa, si impernia sul fermo del mozzo della ruota e si avvita la
lucetta.
Il trafugamento richiede una certa voglia di rompere il cazzo: smontare la
ruota, sfilare i perni, le staffe e i magneti non è certo comodissimo (e ho
aumentato leggermente la difficoltà montando i lock’n’roll della Zéfal al
posto degli sganci rapidi di serie).
Una volta montati il funzionamento è semplice, voi pedalate e loro si accendono. Fine. Non dovete più pensarci :)
Unici difetti riscontrati:
- la luce è più bassa sulla strada rispetto alle tradizionali soluzioni sotto sella;
- nel caso di ruota da 26” (MTB) il rischio di sbattere la luce contro le staffe porta bici quando la si parcheggia è alto, ho ovviato inclinandole un po’ come vedete in foto. Nessun problema in questo modo;
- dipendentemente dalla forma dell’attacco della vostra forcella potrebbe servire un piccolo spessore per sistemare la staffa in modo ottimale;
E ora tutti fuori a pedalare!