Il Creative Lighting System di Nikon

Posted by banshee on Dic 10th, 2007
2007
Dic 10

Odiato da molti, sottovalutato dai più, ma indubbiamente compagno quasi obbligatorio di tutti noi (è vero, qualcuno può/deve farne a meno ma prima o poi il pensiero sfiora tutti), il flash rappresenta un temibile alleato ed un pericoloso avversario che non può mancare nelle nostre borse.

 

D300 + Sb800
Nikon SB800 montato su una D300

 

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L’arte dell’ingegnarsi (continua…)

Posted by banshee on Ott 30th, 2007
2007
Ott 30

Continuiamo sulla falsariga del precedente intervento sul “fai da te”, per continuare ad affermare, senza tema di essere smentiti, che spendere migliaia di euro in equipaggiamenti ed ammennicoli vari non è automatica certezza di successo :D

Gimp film filters
PhotoFX

 

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La regola dei terzi

Posted by banshee on Ott 15th, 2007
2007
Ott 15

Una delle poche regole compositive universalmente riconosciute in campo fotografico è, sicuramente, quella dei terzi.

Fin dall’antichità si è infatti notato che, collocare in posizione centrale (all’interno di un quadro ad esempio), il soggetto di una scena, non porta l’osservatore a concentrare la sua attenzione su di esso. Quella che “logicamente” ci sembra la posizione migliore (la più importante), non lo è istintivamente nel momento dell’osservazione, buffo il cervello umano eh? :)

 

Regola dei terzi (mini)
Erto

 

Nella foto qui sopra possiamo vedere l’immagine divisa in tre sezioni verticali e tre orizzontali, divisa, cioè, innove rettangoli fra di loro identici; la regola dei terzi consiste “semplicemente” nel collocare il soggetto della scena, non al centro ma lungo una delle spezzate che costituiscono il rettangolo centrale della scena. Nella foto d’esempio si può facilmente vedere (anche grazie alla sovraimpressione dei terzi) che l’albero cade sul lato destro del rettangolo centrale.

Ovviamente, come tutte le regole compositive, anche questa può essere stiracchiata alle nostre necessità; se osserviamo gli elementi che compongono la fotografia, possiamo vedere che la linea diagonale dell’erba divide a metà il rettangolo costituito dai terzi centrali e che, il monte Toc (sullo sfondo) offre un deciso contraltare all’albero. In questo caso, solitamente, conviene evitare una composizione del genere, in quanto questa tende a confondere l’osservatore; nel caso specifico, tuttavia, mi è piaciuta molto la possibilità di questa doppia interpretazione, vista la netta demarcazione di colore esistente tra il primo piano e lo sfondo.

Come potete immaginare il modo migliore per liberare la potenza di questo semplice principio compositivo è uscire e scattare, quindi tutti fuori! :D

PS: questa è la foto senza le linee ;)

2007
Set 29

Con tutta questa rincorsa agli alti ISO ed alle ottiche stabilizzate uno “spettatore”, poco informato sui rapporti di causa-effetto che intercorrono tra sensibilità-tempo-diaframma nella creazione di uno scatto, potrebbe iniziare a chiedersi che senso ha, ormai, produrre delle ottiche con luminosità f/1.4 o f/2.8 quando si può più “semplicemente” ricorrere ad un apporto da parte del sensore o dello stabilizzatore di immagine. Tralasciando per un attimo la necessità di congelare l’immagine (in cui lo stabilizzatore non può proprio apportare nessun vantaggio) e la minor gamma dinamica offerta da un sensore all’aumentare della sensibilità richiesta, il vero motivo per scegliere del bel vetro luminoso è lo sfocato. Un semplice stop di meno è in grado di portare ad una differenza tangibile nella resa del fuori fuoco…

Poco tempo fa stavo rimuginando sull’argomento e, per fare un rapido confronto, ho fatto alcune foto di prova allo stesso soggetto, con le medesime condizioni di luce (flash riflesso), variando l’apertura. Quelli che riporto sono dei crop al 30% circa e, cliccando sugli stessi, sarà possibile vedere la foto intera (ridimensionata al 30% circa anch’essa).

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Usiamo il flash in modo intelligente

Posted by banshee on Set 20th, 2007
2007
Set 20

Riporto un filmato decisamente semplice che illustra un buon sistema per migliorare la separazione tra il vostro modello e lo sfondo.

Il filmato è in inglese ma si può riassumere brevemente in due parole:

Mettete la modella (o il modello) in ombra e utilizzate il vostro flash per creare separazione tra lo sfondo ed il soggetto ;)

Qui trovate la gallery di Bert Stephani, autore di questo semplice ed utile filmato-tutorial, gallery in cui potete guardare alcuni degli scatti effettuati con questa tecnica. Il flash si rivela ancora una volta uno strumento insostituibile, mi sa che dovrei scrivere più spesso qualcosa in merito… :D

L’esposizione, l’esposimetro e l’istogramma

Posted by banshee on Set 14th, 2007
2007
Set 14

Un titolo impegnativo, non c’è dubbio… Diciamo che l’idea di fondo è che, dopo la lettura di questo post, siate in grado di capire i limiti ed i vantaggi delle varie soluzioni offerteci per impostare una corretta esposizione (nella fase precedente allo scatto) e siate in grado di capire se l’esposizione della scena è stata corretta (effettuando la lettura dell’istogramma della foto appena scattata).

istogramma - header

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Il RAW, il negativo ed il DNG

Posted by banshee on Lug 25th, 2007
2007
Lug 25

Digital Negative

Conservare in modo duraturo il proprio lavoro è uno dei compiti più importanti e difficili che un fotografo (sia esso amatore o professionista) è chiamato a compiere.

L’avvento delle nuove tecnologie ed il conseguente passaggio, più o meno totale, alla fotografia digitale ha portato alla perdita dell’elemento cardine del “vecchio” sistema di immagazzinamento delle foto:

il negativo ;)

La pellicola, infatti, costituisce (probabilmente) il supporto più sicuro per la conservazione delle foto sul lungo periodo. Tale supporto, una volta impressionato e sviluppato, contiene al suo interno l’immagine latente del soggetto fotografato e, partendo da questa, è possibile effettuare virtualmente infinite stampe dell’immagine su carta chimica fotosensibile.

I materiali e le sostanze chimiche che vanno a formare questo media si possono conservare a lunghissimo termine (e stiamo parlando di centinaia di anni) semplicemente mantenendoli in un ambiente di stoccaggio a bassa temperatura e corretta umidità.

Quando si parla di digitale i concetti di negativo e di immagine latente, e loro relativa conservazione, si fanno più complicati.

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