
Conservare in modo duraturo il proprio lavoro è uno dei compiti più importanti e difficili che un fotografo (sia esso amatore o professionista) è chiamato a compiere.
L’avvento delle nuove tecnologie ed il conseguente passaggio, più o meno totale, alla fotografia digitale ha portato alla perdita dell’elemento cardine del “vecchio” sistema di immagazzinamento delle foto:
il negativo
La pellicola, infatti, costituisce (probabilmente) il supporto più sicuro per la conservazione delle foto sul lungo periodo. Tale supporto, una volta impressionato e sviluppato, contiene al suo interno l’immagine latente del soggetto fotografato e, partendo da questa, è possibile effettuare virtualmente infinite stampe dell’immagine su carta chimica fotosensibile.
I materiali e le sostanze chimiche che vanno a formare questo media si possono conservare a lunghissimo termine (e stiamo parlando di centinaia di anni) semplicemente mantenendoli in un ambiente di stoccaggio a bassa temperatura e corretta umidità.
Quando si parla di digitale i concetti di negativo e di immagine latente, e loro relativa conservazione, si fanno più complicati.
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