La regola dei terzi

Posted by banshee on Ott 15th, 2007
2007
Ott 15

Una delle poche regole compositive universalmente riconosciute in campo fotografico è, sicuramente, quella dei terzi.

Fin dall’antichità si è infatti notato che, collocare in posizione centrale (all’interno di un quadro ad esempio), il soggetto di una scena, non porta l’osservatore a concentrare la sua attenzione su di esso. Quella che “logicamente” ci sembra la posizione migliore (la più importante), non lo è istintivamente nel momento dell’osservazione, buffo il cervello umano eh? :)

 

Regola dei terzi (mini)
Erto

 

Nella foto qui sopra possiamo vedere l’immagine divisa in tre sezioni verticali e tre orizzontali, divisa, cioè, innove rettangoli fra di loro identici; la regola dei terzi consiste “semplicemente” nel collocare il soggetto della scena, non al centro ma lungo una delle spezzate che costituiscono il rettangolo centrale della scena. Nella foto d’esempio si può facilmente vedere (anche grazie alla sovraimpressione dei terzi) che l’albero cade sul lato destro del rettangolo centrale.

Ovviamente, come tutte le regole compositive, anche questa può essere stiracchiata alle nostre necessità; se osserviamo gli elementi che compongono la fotografia, possiamo vedere che la linea diagonale dell’erba divide a metà il rettangolo costituito dai terzi centrali e che, il monte Toc (sullo sfondo) offre un deciso contraltare all’albero. In questo caso, solitamente, conviene evitare una composizione del genere, in quanto questa tende a confondere l’osservatore; nel caso specifico, tuttavia, mi è piaciuta molto la possibilità di questa doppia interpretazione, vista la netta demarcazione di colore esistente tra il primo piano e lo sfondo.

Come potete immaginare il modo migliore per liberare la potenza di questo semplice principio compositivo è uscire e scattare, quindi tutti fuori! :D

PS: questa è la foto senza le linee ;)

2007
Set 29

Con tutta questa rincorsa agli alti ISO ed alle ottiche stabilizzate uno “spettatore”, poco informato sui rapporti di causa-effetto che intercorrono tra sensibilità-tempo-diaframma nella creazione di uno scatto, potrebbe iniziare a chiedersi che senso ha, ormai, produrre delle ottiche con luminosità f/1.4 o f/2.8 quando si può più “semplicemente” ricorrere ad un apporto da parte del sensore o dello stabilizzatore di immagine. Tralasciando per un attimo la necessità di congelare l’immagine (in cui lo stabilizzatore non può proprio apportare nessun vantaggio) e la minor gamma dinamica offerta da un sensore all’aumentare della sensibilità richiesta, il vero motivo per scegliere del bel vetro luminoso è lo sfocato. Un semplice stop di meno è in grado di portare ad una differenza tangibile nella resa del fuori fuoco…

Poco tempo fa stavo rimuginando sull’argomento e, per fare un rapido confronto, ho fatto alcune foto di prova allo stesso soggetto, con le medesime condizioni di luce (flash riflesso), variando l’apertura. Quelli che riporto sono dei crop al 30% circa e, cliccando sugli stessi, sarà possibile vedere la foto intera (ridimensionata al 30% circa anch’essa).

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L’esposizione, l’esposimetro e l’istogramma

Posted by banshee on Set 14th, 2007
2007
Set 14

Un titolo impegnativo, non c’è dubbio… Diciamo che l’idea di fondo è che, dopo la lettura di questo post, siate in grado di capire i limiti ed i vantaggi delle varie soluzioni offerteci per impostare una corretta esposizione (nella fase precedente allo scatto) e siate in grado di capire se l’esposizione della scena è stata corretta (effettuando la lettura dell’istogramma della foto appena scattata).

istogramma - header

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I codici degli obiettivi Nikon

Posted by banshee on Lug 23rd, 2007
2007
Lug 23

Nikon “At the heart of the image”

Se ben vi ricordate la nostra prima “lezione” prometteva che sareste stati in grado di interpretare correttamente tutte quelle assurde sigle che decorano il nome di ogni obiettivo ormai in commercio. Dal momento che (attualmente) il mio scarso corredo è composto esclusivamente da ottiche Nikon (Nikkor per i più precisini) direi che è il caso di illustrarne la nomenclatura complete.

Se siete possessori di Canon, Pentax, Minolta o altro potete, probabilmente, interrompere la lettura qui ;)

Ripeto, a differenza degli altri articoli, questo non sarà un post a carattere generale, siete avvisati.

 

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La luminosità

Posted by banshee on Giu 29th, 2007
2007
Giu 29

nikon 200-400 f4 La genesi di questo articolo si sta rivelando tortuosa e complicata… e non ne capisco proprio il motivo; ho scelto l’ennesima foto di un’ottica costosa e appariscente (un 200-400mm f/4 G VR AF-S1), l’ho sistemata per la pubblicazione (qui a lato), ho controllato su un paio di siti e libri se quello che avevo in testa era corretto (lo era). Tutto bene no? Evidentemente no…

Per qualche strano motivo non sono riuscito, nei due giorni precedenti, a scrivere in modo accettabile questo pezzo. Che sia sbagliato l’esempio che usavo? Non ne ho idea, comunque ora ci riprovo; l’argomento va trattato, non si scappa.

Immaginate, per un attimo, di essere dentro una stanza sigillata, in comunicazione col mondo esterno attraverso un foro in una parete. All’interno della stanza ci sarà la sola illuminazione proveniente da questo foro e, sulla parete opposta a questo, si “raccoglierà” tutta la luce (idealmente parlando).

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  1. e dopo aver letto qui non ci sono più scuse al non sapere cosa indicano i primi due numeri ;) []

L’angolo di campo

Posted by banshee on Giu 25th, 2007
2007
Giu 25

angolo di campo - head

Dopo avervi introdotto al concetto di lunghezza focale, andiamo a definire quello di angolo di campo; i due valori, come vedremo, sono strettamente legati fra loro.

Nell’occhio l’angolo di campo è il massimo angolo all’interno del quale si può osservare l’ambiente che ci circonda.

L’angolo di campo coperto dagli occhi in un essere umano equivale circa a 160° in orizzontale e 120° in verticale (del resto avete zigomi e arcata sopraccigliare tutti quanti no?); è quindi possibile, per una persona, spazzare 160° di orizzonte con uno solo sguardo. Il grande vantaggio dei sistemi fotografici rispetto al nostro occhio è che questi possono variare questo valore (semplice e geniale eh?).

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La lunghezza focale

Posted by banshee on Giu 24th, 2007
2007
Giu 24

nikon 70-200 f/2.8

Quest’oggi il vostro chef banshee vi parlerà di uno dei grandi misteri della vita: cosa vogliono dire tutti quegli strani numeri e quelle sigle che va citando in modo (solo apparentemente) casuale nei suoi raptus di gear acquisition syndrome? Tanto per andare sul concreto, vediamo nella foto qui a destra, uno zoom Nikon, il 70-200mm f/2.8G ED-IF AF-S VR, oggetto dei desideri di più o meno ogni fotografo, dall’hobbista senza speranza al super-pro (che però, solitamente, può comprarselo ;) ); con questo articolo inizieremo ad esaminare, una alla volta, il significato di queste sigle e di questi numerini…
Premetto che il discorso sarà assolutamente generico e generale; non farò, quindi, riferimenti particolari a tecnologie specifiche sviluppate da Nikon o un altro produttore qualsiasi, ma punterò a fornire una infarinatura tale da permettervi di capire qualcosa di più sull’argomento (così magari quando vi parlo capite almeno un pochino le mie esternazioni).

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