Dopo l’attesa (rivelatasi sorprendentemente breve) e passato l’impatto emotivo iniziale (in questa macchina, e nella D3, Nikon ed i suoi utenti hanno posto tantissime loro aspettative in gioco) mi accingo a fornire una serie di prime impressioni sulla nuova fotocamera DX di casa Nikon. Premetto che questa non può e non deve considerarsi una recensione della fotocamera, ci ho fatto solo un migliaio di scatti e siamo molto lontani dalla quantità di tempo necessaria per capire un simile conglomerato di tecnologia. Se volete tabelle, scatti di prova e sterili grafici c’è gente che fa questo di lavoro e la rete ne è già piena, non sarà difficile trovarli

Nikon D300
Il primo contatto con la nuova D300 è piacevole, il ridisegno del corpo ha coinvolto molti importanti dettagli e, a mio modesto parere, siamo andati un passo oltre rispetto all’ergonomia offerta dalla d200, il feeling stesso del rivestimento in gomma è ora più “fermo” la porosità del rivestimento è più “percepibile” al tatto; nel complesso le sensazioni provate mi sembrano migliori di tutte le altre fotocamere che ho potuto tenere in mano. Sul fronte solità niente da dire: la sensazione (anche qui) è che si siano incrementati i già ottimi livelli raggiunti col precedente modello. La disposizione dei comandi e dei tasti funzione è razionale, logica e l’aria “di casa” si sente fin da subito, se avete mai preso in mano una reflex Nikon non ci sarà alcuna sorpresa nemmeno per voi. Un paio di parole, terminando questa disamina esteriore/costruttiva, se le meritano senza dubbio il display tft posteriore da 3″, lo stesso montato sulla recente Sony Alpha 700, veramente incredibile per dettaglio e colori ed il mirino ottico, il migliore che abbia mai avuto modo di vedere su una reflex non 35mm, (lo ritengo persino leggermente migliore di quello di Sony e di Canon, vista anche la copertura al 99% dell’inquadratura) chiaro luminoso e molto ampio, complimenti.
Il mirino presenta, inoltre, la prima grossa piacevole novità di questa fotocamera rispetto alla concorrenza: i punti di messa a fuoco utilizzati sono proiettati, quando guardiamo attraverso il mirino non troviamo infatti traccia del classico piccolo segno che evidenzia la presenza di una sovraimpressione. L’area è completamente sgombra, comporre l’inquadratura in questo modo provoca un piacere difficilmente raccontabile
Lo scatto è secco, il suono è netto ma non eccessivamente rumoroso ed il movimento dello specchio è decisamente rapido, seguire lo svolgimento di un’azione e catturarla a 6fps è decisamente praticabile visto il tempo minimo di blank-out (ma non siamo ai livelli di quanto mostrato dalla D3, tanto per dirne una).
La resa del nuovo CMOS sviluppato da Sony è molto buona (come ho già avuto modo di dire), le immagini a bassi iso sono estremamente piene e corpose (pur rimanendo assolutamente naturali) e, al salire della sensibilità, il mantenimento dei dettagli è spaventosamente alto; personalmente ritengo che il lavoro, svolto dal punto di vista software, fatto dagli uomini di Nikon sia riuscito a spremere fuori da quel quadratino di silicio immagini con una resa complessivamente migliore di quella che è possibile riscontrare nella sua controparte Sony-Minolta.
Vorrei concludere questo primo incontro con la fotocamera citando alcuni aspetti che si sono dimostrati decisamente troppo complessi per essere eviscerati dopo solo alcuni giorni d’uso e, di contro, quelle piccole ma importanti differenze che ho riscontrato immediatamente nell’uso “quotidiano”.
- Il nuovo modulo AF è estremamente complesso e le funzioni custom su cui agire possono cambiare radicalmente il suo funzionamento, se impostato nel modo sbagliato sicuramente potrebbe portare a dei risultati scarsi. La prima impressione è, ad ogni modo, estremamente positiva, ci torneremo sopra non temete…
- I picture control uniti al d-lighting ed al nuovo sistema matrix possono dare luogo a risultati “imprevedibili”, se è vero che l’esposimetro ora espone in modo molto “spinto” a destra, personalmente ritengo le lamentele che si leggono in giro imputabili alla complessità di comprensione e di gestione delle interazioni che avvengono tra i suddetti tre sistemi. Da valutare con molta attenzione;
- Impostare la pressione del tasto centrale del multiselettore per portare l’immagine in review al 100% dell’ingrandimento e “puntare” direttamente il punto di messa a fuoco utilizzato è semplicemente la cosa più semplice, ed allo stesso tempo geniale, che mi sia saltata agli occhi negli ultimi anni;
- I flash, compreso quello interno, sono sensibilmente più veloci nell’effettuare i lampi di premisurazione e nel ricevere i comandi quando utilizzati in modalità wireless, incredibilmente più veloci.
Sicuramente ho tralasciato qualcosa, di carne al fuoco Nikon ne ha messa davvero tanta, sappiatelo. Prossimamente affronterò in modo più specifico tutti (spero) gli aspetti e le funzionalità che questa nuova fotocamera offre per facilitarci la vita e rendere possibile esprimere al meglio la nostra visione.