Scene Recognition System, molto di più di un esposimetro
Mentre tutto il mondo era impegnato a riattaccarsi la mandibola davanti ai 25600 ISO della D3 ed ai 51 punti di messa a fuoco del nuovo CAM3500 una caratteristica estremamente interessante delle nuove uscite passava, quasi sotto silenzio, sotto gli occhi di tutti.

Visione artistica dello Scene Recognition System
Mi sto riferendo (e l’avrete intuito vedendo l’immagine) allo Scene Recognition System (SRS d’ora in avanti).
A partire dalla F5, Nikon ha introdotto un sensore da 1005 pixel rgb (sensibile quindi alle tre componenti colorate della luce in modo del tutto equivalente al sensore di una fotocamera digitale attuale) che, interfacciato con un apposito database di “immagini campione”, svolgeva il compito di esposimetro. Dalla F5 in avanti questo sensore è stato utilizzato su tutte le fotocamere di fascia medio/alta della casa nipponica. Questa tecnologia, che aveva fornito un vantaggio in termini di precisione e accuratezza dell’esposimetro, ha accusato poi il colpo col passaggio al digitale, la minor latitudine di posa fornita dai sensori CCD/CMOS è abbondantemente compensata dalla capacità di verificare, in pochi secondi, la correttezza dell’istogramma della foto ottenuta e compensare di conseguenza l’esposizione. Davanti a questa comodità il sensore rgb utilizzato da Nikon deve essere sembrato persino eccessivo ai più; ma ora, dopo una piccola modifica hardware (un vetrino difrattivo posto davanti al sensore allo scopo di ottere una maggior “pulizia” della luce raccolta), tantissimo software dietro (ma davvero tanto, credeteci) e tre anni di sviluppo possiamo parlare di una vera e propria rivoluzione nel modo in cui i dati ottenuti dall’esposimetro vengono utilizzati in maniera condivisa da diversi “sottosistemi” della fotocamera, concorrendo così a migliorare non solo l’esposizione ma anche il bilanciamento del bianco e l’autofocus.
Nel momento in cui inquadriamo una scena con la nostra D300 o D3 (le due sole fotocamere che al momento attuale montano lo SRS) il sensore “decide” in quale parte dell’inquadratura c’è il soggetto e in quale lo sfondo e, qualora sia stata impostata la scelta automatica dei punti di messa a fuoco, questi vengono indirizzati sulle aree aventi il colore della pelle umana, effettuando una sorta di riconoscimento delle persone e dando priorità a queste (se presenti) nelle operazioni di messa a fuoco. In questo momento, se siamo in AF-C (messa a fuoco continua) se il soggetto della scena si muove è possibile seguire il suo spostamento non solo grazie alle informazioni fornite dai singoli punti del sistema di messa a fuoco ma anche grazie al cambiamento di disposizione del colore nella scena catturata dal “sensorino” dell’esposimetro; questa è la modalità di funzionamento del 3D-Tracking. Grazie a questa possibilità è possibile discriminare e seguire i movimenti di oggetti e persone in modo più semplice rispetto al passato e non è indispensabile mantenere “sotto” il punto di messa a fuoco scelto il soggetto che desideriamo inseguire, è anzi consentita una certa libertà nella ricerca dell’inquadratura (regola dei terzi e simili ad esempio
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Le stesse informazioni di distanza e colore ottenute dai sottosistemi di messa a fuoco ed esposimetrico vengono utilizzate per la scelta del bilanciamento del bianco e del bilanciamento i-TTL del flash, in modo tale da fornire la giusta dose di potenza per schiarire (nel caso del flash di riempimento) od illuminare i soggetti nella scena e garantire un bilanciamento del punto di bianco più accurato (nonostante esistano ancora delle fonti di luce che richiedono l’utilizzo di una misura campione per risultare pienamente bianche).
Siamo decisamente davanti ad una tecnologia in grado di rendere più divertenti le uscite fotografiche e di garantire una maggior percentuale di foto correttamente a fuoco e correttamente esposte, ovviamente, essendo questa la sua prima incarnazione si intravvedono enormi possibilità di crescita, soprattutto per quanto riguarda le capacità di inseguimento 3D. Ma per eventuali migliorie bisognerà aspettare ancora diversi anni, meglio scattare con quel che si ha nel mentre
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