Il Creative Lighting System di Nikon
Odiato da molti, sottovalutato dai più, ma indubbiamente compagno quasi obbligatorio di tutti noi (è vero, qualcuno può/deve farne a meno ma prima o poi il pensiero sfiora tutti), il flash rappresenta un temibile alleato ed un pericoloso avversario che non può mancare nelle nostre borse.

Nikon SB800 montato su una D300
Dico “alleato” ed allo stesso tempo “avversario” perché, quando malamente impiegato, l’aiuto del nostro lampeggiatore può orribilmente rovinare l’atmosfera della foto se non, addirittura, bruciare lo scatto in modo irreparabile. Per fortuna, per i possesori delle fotocamere Nikon, la ricerca tecnologica del colosso nipponico ci ha permesso di mettere le mani su uno dei più avanzati (se non il più avanzato) sistema di “gestione del flash” al mondo: il Creative Lighting System (CLS).
Ovviamente, come la maggior parte delle tecnologie impiegate da Nikon, non è mai stato posto il giusto peso nel dimostrare al pubblico le grandi potenzialità offerte dal CLS ai fotografi, anzi… in puro stile ingegneristico ogni componente di questo sistema è dotato di un suo (di solito voluminoso) manuale che sciorina ogni funzionalità dell’oggetto, perdendo completamente di vista l’insieme delle cose. Personalmente reputo che, a causa di questo atteggiamento poco “comunicativo”, molti lettori abbiano sentito parlare di CLS senza afferrare esattamente cosa questo fosse. Per fortuna ci sono qua io
Immaginiamo di possedere una DSLR ed un solo flash, da utilizzare rigorosamente in manuale; immaginiamo di trovarci nelle condizioni di eseguire degli scatti in un ambiente controllato (un set di still life andrà benissimo per l’esempio). Utilizzando la nostra esperienza e sbirciando l’istogramma degli scatti ci sarà possibile trovare rapidamente la giusta tripletta tempo-diaframma-potenza del lampo da usarsi per illuminare la scena. La situazione si complica con l’aumentare del numero di lampeggiatori, da un lato diventa complicato bilanciare le varie fonti di luce, dall’altro il cambio delle impostazioni tra i vari flash impiegati diviene problematico (immaginiamo poi che siano anche distanti fra loro…)
Per consentire una gestione ottima del singolo lampeggiatore e dell’insieme di più lampeggiatori, le ultime generazioni di speedlight (a partire dall’SB800) e di fotocamere (a partire dalla D2H) sono state dotate del CLS, sistema che include:
- controllo dell’esposizione i-TTL;
- FV lock;
- sincronizzazione FP (ad onor del vero presente anche in alcune serie precedenti);
- illuminatore ausiliario per l’af che ricalca il layout dei punti del CAM2000 (in qualche misura compatibile con layout delle ultime due presentazioni
); - controllo wireless di più lampeggiatori.
Controllo dell’esposizione i-TTL:
Tramite una serie di pre-lampi di misurazione la fotocamera è in grado di valutare la quantità di luce necessaria per esporrre correttamente la scena. Questo sistema permette anche una perfetta calibrazione della luce di riempimento in caso di scene già dotate di una loro illuminazione. Semplice ed efficace.
FV lock:
Questa funzione è, in linea di massima, l’equivalente del blocco dell’esposizione/della messa a fuoco applicato al flash. Si punta il soggetto, si preme il tasto, la macchina emette un lampo di misurazione, comunica ad eventuali flash esterni il risultato ottenuto e, a questo punto, è possibile ricomporre liberamente l’inquadratura. Al momento dello scatto verrà utilizzato sempre il valore calcolato in questo modo. Alcune reflex utilizzano il tasto Fn per questo scopo, su altre (come la D70 ad esempio) bisogna abilitare l’apposita opzione per gestire l’FV lock utilizzando il tasto di blocco dell’esposizione.
Sincronizzazione FP:
Invece di utilizzare un unico lampo il lampeggiatore emette tanti piccoli lampi sincronizzati col movimento di chiusura delle tendine, in questo modo il tempo di sincronia minimo utilizzabile dalla fotocamera sarà il suo tempo minimo di esposizione. L’unico scotto da pagare è la minor potenza del lampo emesso e il maggior consumo delle batterie. Purtroppo questa funzione è disponibile solo sui corpi macchina di livello medio-alto (no D70/50/40 e, credo, 80).
Illuminazione ausiliaria:
l’SB800 è in grado di proiettare un reticolo che copre i punti di messa a fuoco del modulo CAM2000 per aiutare la messa a fuoco della fotocamera in situazioni di luce quasi nulla. Vista la disposizione dei punti di messa a fuoco della D300/D3 direi che almeno un po’ di sovrapposizione tra questi e quelli del CAM200 è presente, non dovrebbero quindi esserci problemi (verificherò quanto prima).
Controllo wireless di più lampeggiatori:
utilizzando il flash integrato sulla fotocamera (oppure un SB800 o il controllore SU800) è possibile comandare da remoto uno o più lampeggiatori e bilanciarne l’esposizione direttamente dalla fotocamera, niente fili, niente camminate per controllare le impostazioni, tutto al volo. Questa caratteristica, a mio parere, ridefinisce veramente l’uso del flash come strumento creativo.
Questa non vuole altro che essere una panoramica alle principali funzionalità offerte dal sistema flash di Nikon, ci sarebbero altre cose da dire e si potrebbe parlare per delle ore soltanto dell’ultimo punto, ma preferisco fermarmi qui. Di carne al fuoco ne abbiamo veramente tanta!

Dicembre 15th, 2007 at 11:28 am
Mi permetto di fare una piccola e stupida precisazione per i neofiti “giovani” possesori di un flash serie SB.
Tutto quello che viene indicato sulle fantastiche possibilità del flash è riferito all’apparecchio montato sulla fotocamera. Se invece volete comandarlo in remoto con il flash incorporato nella fotocamera, dovete settare l’SB in modalità “remote” perdendo tutte le ficture automatiche.
Ho acquistato da poco un SB-800 e si sta dimostrando un flash al di sopra di qualunque altro sul mercato, superiore anche all’ultimo modello della Metz.
Pensavo, sbagliando, che le “comunicazioni” indicate sul manuale, tra fotocamera e flash avvenissero anche con il lampeggiatore lontano dalla fotocamera. E’ stato uno stupido abbaglio dovuto alla mia estrazione informatica.
Ciao
Viky
Dicembre 15th, 2007 at 12:12 pm
Altro consiglio importante: l’SB-800 viene venduto senza batterie. Consiglio vivamente di acquistare 4 ricaricabili. Personalmente ho acquistato 4 Philips da 2.6 Ampere a 12 euro. Le alcaline durano molto poco e, al calare della carica, allungano i tempi di ricarica del flash. Poichè non esistono confezioni da 5 ricaricabili, se volete utilizzare la quinta batteria avete solo 2 scelte: comprare 8 o 6 ricaricabili (tutte stessa marca e stessa potenza) con qualche difficoltà per ricaricarle (i caricatori ne tengono al massimo 4 e si confondono sempre quelle cariche da quelle scariche). Altra soluzione ottima è comprare tranquillamente una di quelle confezioni “regalo” di alcaline e divertirsi con la quinta batteria.
Ciao
Viky
Dicembre 15th, 2007 at 12:59 pm
l’sb800 è IL flash, hai perfettamente ragione. Così come sulle batterie, io uso delle Energizer da 2.6Ah che ho comprato assieme al loro caricabatterie da viaggio “da notte” (così la carica è meno stressante e la durata nel tempo dovrebbe trarne giovamento) e le uso per tutti i flash, sono eccezionali e inquiniamo anche di meno così facendo (cosa che non fa mai male, anzi!)
Giugno 30th, 2008 at 7:06 pm
Mi riaggancio a questo argomento per porre un problema proprio sulle batterie.
Purtroppo il flash diviene inutilizzabile quando le batterie vanno di poco al di sotto del 50% della carica.
Questo, causa effetto memoria delle Nikel, stressa le batterie che durano sempre meno.
Io mi sono fatto un accrocco con una lampadina che scarica tutte le batterie, ma non sarebbe meglio avere uno “scarica batterie” sul flash?
Ciao
Viky