Dobbiamo riscoprire l’essenziale?
Stavo sfogliando l’ultimo numero di Popular Photography (eh si, quello che leggo si ripercuote su tutti voi :P) quando mi sono imbattuto in un articolo dal titolo “Like a Leica”.

vi serve sul serio la didascalia?
Breve riassunto dell’articolo (così magari capite il filo dei miei pensieri): nel 1911 Barnack si licenzia da Zeiss per iniziare a lavorare (presso Leitz) ad una sua nuova, rivoluzionaria, idea, idea che avrebbe dato vita (nel 1925) alla Leica I(A), la prima fotocamera con pellicola a 35mm mai prodotta. Una macchina compatta, dotata di tutta l’operatività necessaria ad effettuare uno scatto e nulla di più; tempi, diaframmi e messa a fuoco. Molto diversa dai moderni “mostri” con il loro infinito livello di funzionalità ed impostazioni. L’autore poi inizia una disamina delle sofisticazioni tecnologiche e dei suoi desideri in merito, ma non mi interessa ripetervele in questa sede…
Il punto del discorso è che mi sono immediatamente ricordato delle sensazioni provate maneggiando una M8 qualche mese fa. Per chi non lo sapesse l’M8 non è altro che una M7, un sensore CMOS fatto da Kodak (fattore di ingrandimento 1.3x) ed un po’ di elettronica Panasonic lì attorno per unire il sensore al solido metallo germanico. Definire questo tipo di fotocamera essenziale è riduttivo: esposimetro a predominanza centrale, messa a fuoco manuale a telemetro, ghiera dei diaframmi sull’ottica, M o A (unico vanto tecnologico). Fine. Aggiungete un 35mm f/2 di infinita qualità ed otterrete tutto quello che c’è da dire su un simile “dinosauro” della fotografia.
È vero, sicuramente non potrete andare a fotografare un gran premio di formula 1 con una Leica e indubbiamente la versatilità dei sistemi reflex è infinitamente superiore (se non altro per lunghezze focali coperte e per le ottiche specialistiche tipo macro o tilt shift…), tuttavia c’è un qualcosa di magico nel gesto. Abbandonare per una volta la super-macchina-faccio-tutto-io e gli insulsi discorsi sui sensori e la velocità dell’autofocus, pensare alla fotografia nella sua essenza concentrandosi solo sui tempi e sui diaframmi… ritrovare il piacere della composizione… è un’esperienza che consiglio a tutti, soprattutto quelli cresciuti nell’epoca delle compatte e delle reflex digitali. Ancora una volta è bello pensare che quello che fa la foto sta dietro alla fotocamera, non davanti, pensateci.

Dicembre 10th, 2007 at 10:44 pm
io ho una piccola telemetro, una contax IIIa e capisco quello che vuoi dire…
Cmq, come avrai sentito, nikon sta studiando una telemetro e un parco ottiche dedicato…. Spero non faccia in realtà una compattona con solo live view…
Dicembre 10th, 2007 at 10:59 pm
Ho letto parecchi rumors su questa macchina a telemetro, sinceramente sono ancora dubbioso. Dover creare un parco ottiche nuovo per un nuovo tipo di macchina… mah, staremo a vedere dai
sicuramente sarebbe una nicchia da esplorare
Aprile 9th, 2008 at 3:46 pm
uso una M8 e posso confermare che e` un gran gusto: devi concepire quello che vuoi ottenere (taglio / punto di vista, profondita` di campo / fuoco, movimento) e non correre attraverso mille menu per riuscire a indurre la macchina a fare la foto che vuoi tu. Puoi concentrarti sul fare la foto non su come farla fare. Si sbagliano piu` foto pero`…